,

Cosa sono le dimensioni

Copertina dell'articolo Le dimensioni su Google Analytics

Su Google Analytics ci imbattiamo spesso nella parola “dimensione”. Cosa è una dimensione?

Le dimensioni su Google Analytics sono gli elementi su cui GA misura delle quantità numeriche.

Ad esempio, sono dimensioni: le pagine del nostro sito, le sorgenti che hanno portato traffico sul nostro sito, i canali di traffico, le città da cui gli utenti hanno visitato il nostro sito, le categorie di dispositivo con cui gli utenti hanno visitato il sito (es. desktop, tablet e mobile), la tipologia di visitatore (es. visitatori nuovi e di ritorno), ecc.

Ognuna di queste dimensioni può assumere  valori diversi e, per ogni valore, Google Analytics misura delle quantità. Per spiegare questo concetto, è meglio però procedere subito con un esempio.

Esempio di dimensione: la categoria dispositivo

Una dimensione che si analizza frequentemente su Google Analytics è la categoria dispositivo. Si può trovare nel rapporto Pubblico –> Mobile –> Panoramica.

Come si capisce dal nome, questa dimensione rappresenta la categoria del dispositivo da cui gli utenti hanno visitato il nostro sito. Questa dimensione può assumere tre valori:

  • desktop
  • tablet
  • mobile
Esempio di dimensione per il rapporto Categoria dispositivo

Esempio di dimensione per il rapporto Categoria dispositivo

Nei rapporti su Google Analytics, la dimensione, con i valori che assume, viene riportata nella prima colonna della tabella.

Per ciascuno dei valori della colonna, Google Analytics misura una serie di quantità, chiamate metriche, che sono riportate nelle colonne successive (vedi l’articolo dedicato): es. le sessioni, la % nuove sessioni, i nuovi utenti, la frequenza di rimbalzo, ecc.

Nello screenshot qui sopra, leggiamo la tabella come segue:

  • da desktop, nel periodo selezionato, abbiamo avuto 645.588 sessioni; da mobile 283.986 sessioni; da tablet 132.687 sessioni
  • da desktop, il 44,24% delle sessioni era composto da nuovi utenti; da mobile, il 51,92%; da tablet, il 47,83%.

… e così via.

La scomposizione di un report in questa forma, dimensione + metriche, ci permette di confrontare la performance rispetto ai diversi valori di una dimensione: nell’esempio, possiamo quindi capire che da mobile mediamente gli utenti navigano il sito meno in profondità (2,73 pagine per sessione) rispetto agli altri device (3,97 pagine da desktop e 3,59 da tablet), e capita più spesso che abbandonino il sito immediatamente dopo aver visto la prima pagina (la frequenza di rimbalzo è 59,94% da mobile, contro 47,47% da desktop e 50,48% da tablet).

Su Google Analytics, ogni report si focalizza su una certa dimensione (es. la categoria dispositivo), che è rappresentativa di un determinato aspetto del sito (es. l’usabilità del sito rispetto ai diversi tipi di device da cui è fruito), e che ci permette di capire come sta funzionando quell’aspetto (es. il nostro sito si vede bene da mobile, o va ottimizzato?).

Quindi, ad esempio:

  • nel report Acquisizione –> Canali ci focalizzeremo sulla dimensione “canali” di acquisizione del traffico
  • nel report Comportamento –> Contenuti –> Tutte le pagine analizzeremo la performance per la dimensione “pagine” del sito
  • nel report Pubblico –> Dati geografici –> Località vedremo i dati per la dimensione “paese” di proveniena dell’utente (o regione, o città…)

e così via.

Dimensione principale e dimensione secondaria

Spesso, per poter capire cosa sta succedendo nel nostro sito, dobbiamo analizzare l’interazione tra più elementi del nostro sito, ovvero tra più dimensioni.

Ad esempio, per capire come si comporta il sito per le diverse categorie dispositivo, dobbiamo metterle in relazione anche con la pagina di entrata degli utenti, perchè la performance effettiva dipende da come le singole pagine vengono visualizzate su ciascun dispositivo.

Su Google Analytics, possiamo fare questo tipo di analisi aggiungendo una dimensione secondaria.

In altre parole, vogliamo che le metriche siano aggregate per due dimensioni, come nel seguente screenshot:

Esempio di dimensione secondaria

Esempio di dimensione secondaria

Il report mostrato nello screenshot qui sopra si legge così:

  • nel periodo considerato, 968 sessioni sono arrivate da desktop, entrando dall’articolo “visualizzazioni di pagina”. Queste sessioni erano per il 95,97% effettuate da nuovi visitatori, hanno avuto una frequenza di rimbalzo del 40,70%, ecc.
  • 950 sessioni sono arrivate da desktop, entrando dall’articolo “visitatori unici”, hanno avuto una frequenza di rimbalzo del 44,42%, ecc.
  • 886 sessioni sono arrivate da desktop, entrando dall’articolo “sorgenti e mezzi di traffico”, hanno avuto una frequenza di rimbalzo del 50,34%, ecc.

…e così via.

Dallo screenshot non si vede, ma scendendo più in basso nella tabella vedremmo anche le sessioni da mobile (sempre splittate per pagina di entrata) e da tablet (idem).

Oltretutto, la riga 6 della tabella mostra una possibile area di ottimizzazione per il sito, ovvero una pagina che da desktop ha una frequenza di rimbalzo del 87,90%: in quasi 9 sessioni su 10 da desktop, gli utenti entrano da questa pagina e abbandonano subito il sito.

 

Su Google Analytics, la dimensione nella prima colonna si chiama dimensione principale; quella nella seconda colonna si chiama dimensione secondaria.

 

Come aggiungere una dimensione secondaria

Per aggiungere una dimensione secondaria in un report, clicchiamo sul menu a tendina “Dimensione secondaria” e selezioniamo la dimensione aggiuntiva che vogliamo aggiungere (nel nostro esempio, la dimensione secondaria che dobbiamo selezionare si chiama “Pagina di destinazione”).

Esempio di aggiunta dimensione secondaria

Esempio di aggiunta dimensione secondaria

Per selezionare la dimensione, possiamo scorrere l’elenco delle diverse dimensioni disponibili (i rettangoli verdi) oppure iniziare a scrivere il nome della dimensione desiderata (dobbiamo ovviamente imparare come si chiamano le dimensioni di utilizzo più frequente; le scriverò in uno dei prossimi post).

Per adesso è tutto! Spero di aver scritto tutto in maniera chiara, ma per qualsiasi dubbio lasciatemi un commento o scrivetemi via email.

Un saluto e a presto, 🙂

Gabriele

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *